Venerdì 14 novembre a Cittadella i Giovani Democratici hanno organizzato la presentazione del libro "L'apartheid" di Toni Fontana, con l'autore, Mara Mabilia (docente universitaria di Padova) e Khalid, un giovane di orgine marocchina che fa parte del gruppo "Seconda Generazione". Tra il pubblico (un'ottantina di persone) c'erano anche sei ragazzi dell'associazione Controluce (http://www.gruppocontroluce.org/), un'associazione culturale e di promozione sociale che opera a Maserada sul Piave, in provincia di Treviso.
sabato 6 dicembre 2008
Presentazione del Documentario: STORIA DI UNA MOSCHEA ERRANTE
Venerdì 14 novembre a Cittadella i Giovani Democratici hanno organizzato la presentazione del libro "L'apartheid" di Toni Fontana, con l'autore, Mara Mabilia (docente universitaria di Padova) e Khalid, un giovane di orgine marocchina che fa parte del gruppo "Seconda Generazione". Tra il pubblico (un'ottantina di persone) c'erano anche sei ragazzi dell'associazione Controluce (http://www.gruppocontroluce.org/), un'associazione culturale e di promozione sociale che opera a Maserada sul Piave, in provincia di Treviso.
sabato 29 novembre 2008
ELEZIONI UNIVERSITARIE A PADOVA
Chi di voi, che sia al primo o all'ultimo anno poco importa, conosce le facce dei suoi rappresentanti all'università? 
Purtroppo, la poco considerazione dei giovani per la rappresentanza politica si riflette anche nelle elezioni universitarie e particolarmente in quelle padovane dove, l'ultima volta, era registrata un'affluenza di appena il 7% degli studenti, con conseguente scarsa considerazione degli eletti da parte dei docenti. Se a questo si somma l'incapacità (o per malizia o per oggettiva difficoltà) degli eletti di farsi conoscere e avvicinare a quelli che dovrebbero rappresentare, la domanda iniziale è tristemente retorica.
L'università il luogo del sapere, della ricerca continua, della acquisizione di conoscenze e competenze, ma anche un luogo privilegiato: si posso conoscere molte persone di città diverse e condividere con loro percorsi formativi ed amicizia. Questo la rende un luogo ideale di allenamento all'ascolto degli altri e anche una palestra per farsi carico dei loro problemi e dare il meglio per risolverli.
Portiamo dell'entusiasmo anche all'università: candidiamoci o comunque convinciamo le persone ad andare a votare.
Chi fosse interessato a candidarsi, scriva a giovanipdcittadella@gmail.com. Vi metteremo in contatto con altri ragazzi di tutte le facoltà.
I numeri facoltà per facoltà http://www.unipd.it/stdoc/DRindizione2.pdf
giovedì 27 novembre 2008
PD: ULTIMA FERMATA
C'è da sperare che qualcuno riesca a far dimettere il senatore Nicola Latorre almeno dall'incarico di vice-capogruppo dei democratici al Senato. Pensare infatti che i probiviri del Pd espellano, o quantomeno sospendano, il braccio destro di Massimo D'Alema dal partito, così come farebbe qualsiasi partito in qualsiasi democrazia occidentale, è velleitario. Ormai è chiaro che di occidentale il nostro paese conserva solo la collocazione sulla carta geografica: tutto il resto, dalle classi dirigenti fino a buona parte dei media, è levantino. O, se preferite, latino americano.
Ma persino in Sud America un parlamentare di opposizione smascherato in tv mentre consiglia per iscritto a un esponente della maggioranza le frasi e i ragionamenti da utilizzare per tentare di levarsi dall'impaccio in cui lo ha cacciato un avversario politico, verrebbe immediatamente fatto scomparire dalla scena. Ovviamente non per senso etico o morale, ma per convenienza. Con quale residua credibilità Latorre potrà nel futuro opporsi, o fingere di opporsi, a prese di posizione, leggi e interventi avanzate dalla maggioranza? D'ora in poi la sua faccia rotonda, il suo cranio pelato, saranno solo e semplicemente il simbolo del'inciucio. Saranno un inno al qualunquismo di chi dice «intanto sono tutti uguali». Saranno la pietra tombale sulle già scarse possibilità del centro-sinistra di tornare un giorno alla guida del paese.
Eppure tra gli oligarchi nostrani Latorre resta popolarissimo. Ieri i suoi amici, per fronteggiare l'ondata di sconcerto montante anche dall'interno del Pd, hanno straparlato rievocando i processi staliniani. Il pugliese Francesco Boccia, dimostrando di non aver ricevuto nessun beneficio dagli anni trascorsi in gioventù studiando a Londra, è arrivato a dire: «Siamo passati da Obama a Stalin». L'ex prodiano Paolo De Castro ha definito «grottesche le critiche» per il pizzino allungato da Latorre. E tutti hanno catalogato l'episodio tra le scaramucce in atto tra i dalemiani e i veltroniani per il controllo del partito democratico.
Ora, è evidente che tra i due gruppi sia in corso una guerra. Ed è altrettanto ovvio che Veltroni e i suoi, mentre premono per le dimissioni di Latorre, sotto sotto si fregano le mani pensando di aver segnato un punto in loro favore. Ma tutto questo non basta per evitare di discutere del nocciolo della questione: Latorre con il suo comportamento ha danneggiato gravemente il partito, se non se ne va lo danneggerà ancor di più. Per il Pd, insomma, è arrivato all'improvviso l'ultimo treno. Sarebbe il caso che da quelle parti ci si desse da fare per non perderlo.
Peter Gomez
20 novembre 2008, dal blog "Voglio Scendere"
IL GRANDE STATISTA
Una della meravigliose qualità di Silvio Berlusconi è che non avendo opinioni, le ha tutte. E’ contemporaneamente filo americano e filo russo, sta con l’Europa, ma sta anche con i celti orobici della Lega che sono contro. E’ amico contemporaneamente dei cinesi e del Dalai Lama. Ai vertici internazionali difende i diritti umani. Ma se li scorda quando atterra a Tripoli per finanziare con 5 miliardi di euro la dittatura del suo amico Gheddafi. E’ per “il ritorno all’etica nella finanza”. Ma ha preteso la depenalizzazione del falso in bilancio per scampare a un po’ di processi.
Quando sta alla Casa Bianca è capace di travolgere il palchetto pur di baciare George W. Bush che resta immobile a guardarlo allarmato. Quando è nel gelido Cremlino si scalda con il colbacco e con gli abbracci a Putin e Medvedev, amici suoi, critica lo scudo spaziale americano, “una provocazione”, difende i carri russi in Georgia, sostiene che la tragedia cecena sia un’invenzione. Di fianco al leader turco Erdogan dice che l’Europa non sarà completa fino all’ingresso della Turchia, e lui si batterà per il popolo turco. Ma quando va all’Eliseo, dove abita il marito di Carla Bruni che i turchi in Europa non vuol farli neanche avvicinare, lui dice che niente lo divide dal suo amico Sarkozy.
Un volta l’ingegner Carlo De Benedetti, di ritorno da Londra dove aveva incontrato il primo ministro Tony Blair, raccontava lo stupore del leader britannico per il perenne sorriso di Silvio ai tavoli delle consultazioni: “E’ sempre d’accordo su tutto. Non chiede mai nulla”. Ma a pensarci bene: perché non dovrebbe sorridere, visto che gli stiamo dando (e si sta prendendo) tutto?
Pino Corrias
Vanity Fair, 20 novembre 2008
PENNE AZZURRE E CASCHI BLU
Ha fatto scalpore l’appello dell’Associazione magistrati al relatore speciale per i Diritti umani dell’Onu, Leandro Despouy, perché prenda posizione sui continui attacchi del governo italiano (ma non solo) alle toghe inquirenti e giudicanti. Le meglio firme del bigoncio, da Mattia Feltri sulla Stampa a Pigi Battista sul Corriere, hanno ironizzato sull’iniziativa. Per Feltri jr. la storia della “Toga Rossa” che invoca “i Caschi Blu” sarebbe “umoristica” e inedita, “gente come la Paciotti e Bruti Liberati mai si sarebbe sognata l’appello all’Onu”. Per Cerchiobattista, l’Anm soffrirebbe addirittura di “smania contagiosa del gesto eclatante”, “zelo allarmistico”, “lancinante nostalgia per un’epoca che si è chiusa”. E l’“appello sconclusionato” sarebbe una “sfida al buon senso” col “singolare coinvolgimento dell’Onu nelle vicende politiche italiane”, “ultimo residuo di una guerra tra politica e magistratura”, “rituale stanco della retorica reducistica” di una magistratura che pretende di “recitare la parte del contropotere militante nei confronti della politica”, “riluttante a rientrare nei ranghi” dopo aver “posto la pietra tombale sulla Prima Repubblica condizionando pesantemente la Seconda”.
Evidentemente questo Battista è appena atterrato da Marte, dunque non può sapere che le indagini sulla Prima Repubblica e su molti esponenti della Seconda dipendono dal fatto che molti politici italiani rubano e in Italia, come nel resto del mondo, la magistratura ha il compito di acchiappare i ladri. Solo che, nel resto del mondo, i governi si guardano bene dal prendersela con i magistrati: di solito se la prendono con i ladri. Ma sono tutti paesi che non hanno la fortuna di vantare giornalisti come Feltri e Battista, specializzati nel commentare cose che non conoscono.
Nella fattispecie, Battista e Feltri jr. non sanno che il relatore speciale Despouy ha l’incarico di vigilare per conto dell’Onu sull’“indipendenza di magistratura e avvocatura” nei paesi membri. E’ il referente istituzionale dei rappresentanti di magistrati e avvocati. Nel 2002 il suo predecessore malese Dato Param Cumanaraswamy fu inviato per ben due volte in Italia dall’Onu senza che nessuno lo chiamasse, per verificare de visu i continui attacchi del governo Berlusconi II alla magistratura. Parlò con tutti i soggetti interessati, compresa l’Anm (al cui vertice sedeva Bruti Liberati…). Poi, il 3 aprile 2002, stilò la sua relazione finale in cui censurava l’assedio di governo e maggioranza del centrodestra alle toghe, ma anche “il conflitto d’interessi” degli avvocati parlamentari che possono “avvantaggiare i loro clienti”. Soprattutto uno, il solito. E concludeva: “Vi sono motivi ragionevoli perché giudici e pm sentano minacciata la loro indipendenza” anche a causa degli “attacchi del governo… Gli importanti politici sotto processo a Milano dovrebbero rispettare il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e non dovrebbero ritardare i processi. Le decisioni dei Tribunali devono essere rispettate da tutti”.
Al giurista malese bastarono pochi giorni in Italia per inquadrare la drammatica lesione della divisione dei poteri, principio cardine dello Stato liberale di diritto. Feltri e Battista, rispettivamente ex redattore del Foglio di Berlusconi ed ex vicedirettore di Panorama di Berlusconi, in Italia vivono e scrivono da sempre. Eppure (o forse proprio per questo) non han mai notato nulla di strano negli attacchi politici al potere giudiziario. Ciò che si vede a occhio nudo dalla Malesia, da casa Berlusconi si nota un po’ meno.
Marco Travaglio
Ora d'aria
l'Unità, 24 novembre 2008
domenica 23 novembre 2008
RISULTATI DELLE PRIMARIE DEI GIOVANI DEMOCRATICI
ELETTI ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE
(15 posti)
UOMINI:
- CORBO MATTEO
- CUSUMANO VINCENZO
- GORJI DARIO
- BATTAGLIA GIANLUCA
- MORMANDO FILIPPO
- PAGINI RIZZATO FABIO
- ARTICO STEFANO
- FIUME DAVIDE
DONNE:
- BABETTO ALESSANDRA
- MILAN ANNA
- ZACCARO LUCREZIA
- PITTELLI ALESSIA
- BEKKOUS NAJWA
- NARDUOLO GIULIA
- PALMIERI GENNY
ELETTI ASSEMBLEA REGIONALE
(30 posti)
UOMINI:
- BRESSA ANTONIO
- BORSETTO FRANCESCO
- CHIEREGO TULLIO
- VENTURELLI GIOVANNI
- TOGNON PAOLO
- PIEROBON ANTONIO
- OUFARDOU ZAKARIA
- ROTA ENRICO
- IODI MIRKO
- GALIAZZO PIETRO
- ROSSIN MATTIA
- BETTIN FEDERICO
- SETTE GIAMPIETRO
- PETTENUZZO TOMMASO
- NANIA ENRICO
DONNE:
- MTANIS MANUELA
- ZAMPIERI CHIARA
- SORANZO FRANCESCA
- BASTIANELLO MATILDE
- ORGANTE LAURA
- CANTON JESSICA
- DONA' GIULIA
- CARRARA LUCIA
- DI CHIARA LUCIA
- GALIAZZO LIZZY
- SEMBIANTE SUSANNA
- BACCAN GIULIA
- PASUELLO FRANCESCA
- BRAGA LUISA
- BUSINAROLO FRANCESCA
Ecco le liste degli eletti (in ordine decrescente per numero di voti ricevuti) alle Primarie dei Giovani Democratici di venerdì 21. Come vedete, ogni voto è risultato fondamentale, visto il minimo distacco tra gli ultimi eletti nelle due assemblee.
In rosso i ragazzi dell'Alta Padovana che siamo riusciti a far eleggere nelle Assemblee Costituenti dei Giovani Democratici: Francesca e Tommaso all'Assemblea Regionale, Davide all'Assemblea Nazionale.
Almeno uno dei due candidati da Cittadella potrà rappresentare il Cittadellese a livello regionale e provinciale e, con gli amici del Camposampierese, costituire un gruppo unito e solidale per tutelare gli interessi dell'Alta.
Ringraziamo Paola per l'impegno profuso: ci dispiace tu non sia stata eletta! Due rappresentanti dell'Alta Padovana all'Assemblea Nazionale avrebbero dato un quadro un po' meno squilibrato alla rappresentanza dei vari territori della Provincia.
Grazie a tutti per aver partecipato ad un bel momento di coinvolgimento giovanile, dove, lo ricordo, potevano votare tutti i giovani (anche immigrati) dai 14 ai 29 anni, presentandosi solo con un documento di riconoscimento e un euro.
Grazie, in particolare, per averci votati: è un bel segnale di fiducia, che ci responsabilizza e ci spinge a continuare a lavorare, con ancora maggiore impegno, per la nostra zona. Ma con un arma in più: la presenza nelle sedi dove vengono prese molte decisioni, sulle quali potremo influire, e che potranno fungere da "cassa di risonanza" per i progetti che prenderanno vita nel nostro territorio.
Venite a trovarci: vi terremo informati qui sulle iniziative che abbiamo in mente per Cittadella e dintorni. Vi incoraggiamo ad esserci: sono tanti i giovani cittadellesi, ma pochi quelli che realmente partecipano e "vivono" il proprio territorio, che offre molte opportunità, se solo le si cercano.
Resta valido l'invito ad unirvi a noi, nello spirito non di una sterile e "burocratica" rappresentanza di Partito, ma di una partecipazione attiva e concreta alla vita di Cittadella: ciò che ci unisce è soprattutto la comune sensibilità nell'approcciarci ai problemi del nostro paese e il comune desiderio di risolverli, o almeno tentare di farlo.
Questo vuol dire fare Politica: quando il problema di uno diventa il problema di molti, inizia la Politica. Risolvere i problemi, nell'interesse del Bene Comune: questo il suo scopo.
Non sono solo parole al vento, cercheremo di farvelo credere.
giovedì 20 novembre 2008
PRIMARIE DEI GIOVANI DEMOCRATICI
siamo i Giovani Democratici del Cittadellese. Facciamo parte di un gruppo molto più ampio di ragazze e ragazzi italiani che, come noi, si riconsocono nel Partito Democratico e lo considerano il miglior contenitore in cui riversare il proprio desiderio di cambiamento, in un rapporto di critica costruttiva e di confronto sui temi con le altre forze politiche, il mondo delle associazioni, del volontariato e con lo stesso Partito Democratico.
Partecipa anche tu a questo momento! Potranno votare le ragazze ed i ragazzi dai 14 ai 29 anni per eleggere i rappresentanti degli organismi federali del giovanile, ragazzi tra tanti che hanno deciso di prestarsi a quest'opera di coordinamento. Sarà fondamentale sostenere i candidati della nostra zona per riuscire a far sentire nei coordinamenti provinciali, regionali e nazionali la voce dell'Alta Padovana ed attrarre risorse ed attenzione anche in una zona in passato sempre abbastanza sacrificata in termini di rappresentanza giovanile. Aiutaci a farlo!