Quindi faccio mie queste parole di Zingaretti, sperando che il nuovo Segretario sappia agire da militante, con la voglia di osare, di rischiare (come diceva il povero Walter...), di emozionare, di recuperare il brivido della Politica.
"Ora c'è un'altra opportunità, ma la politica almeno per me continua a non essere carriera, ma servizio e coerenza. Non sarò candidato, ma sarò presente e attivo, ancora con maggiore libertà nel congresso per favorire l'aggregazione, lo sviluppo di un pensiero nuovo, oltre le vecchie storie politiche che hanno fondato il Pd. Nuove generazioni nel Pd provenienti da storie le più diverse ci sono, ma sono deboli perché frantumate e divise in mille municipalismi e solitudini. Questo le rende vulnerabili a ogni sorta di strumentalizzazione ma soprattutto inermi e deboli rispetto alle domande che abbiamo davanti e alle quali nessuno sembra saper dare risposta: cosa è diventata l'Italia? Qual è la nostra ricetta? Come ridefinire un nuovo e attuale patto sociale che riunisca il Paese? Come strutturare un partito moderno che non sia una confederazione di correnti e interessi privati?. Secondo me in questo momento prima ma molto prima dei nomi, sarebbe urgente dare risposte collettive, e sottolineo collettive, a queste e altre domande e poi trovare leadership adeguate a rappresentarle con coerenza per vincere nel 2013 e per dirla con Eugenio Scalari, senza cadere nell'errore a cui Berlusconi ci induce, di essere schiacciati nel quotidiano".