lunedì 2 marzo 2009

Testamento biologico: Caro direttore,

Non stiamo discutendo solo di approccio filosofico, dobbiamo fare i conti con il mondo reale e con quello che accade dentro gli ospedali. Possiamo anche fare dell’ipocrisia una virtù, ma dobbiamo comunque dire che nelle rianimazioni italiane le decisioni sulla fine della vita dei pazienti vengono prese in continuazione, ogni giorno, da medici che operano In scienza e coscienza ma che, nella maggior parte dei casi, non possono conoscere gli orientamenti dei pazienti rispetto alle terapie da accettare o meno nelle fasi finali della vita. Bastano i risultati di una ricerca condotta dall’istituto Mario Negri di Milano che dimostra come su circa .8oo decessi avvenuti in cento rianimazioni sparse in tutto il Paese, nel 82% dei casi i medici abbiano attuato la cosiddetta «desistenza terapeutica» nelle ultime 72 ore di vita del paziente. La decisione dunque avviene nella «zona grigia» di Panebianco, il che significa che il medico di guardia (non il medico di una vita, il padre, la madre, un figlio o un parente) decide in scienza e coscienza, ma anche in solitudine, di non avviare la dialisi, di non somministrare la nutrizione artificiale, di non intubare il paziente per collegarlo al respiratore automatico. I medici decidono anche di sospendere le terapie, compresa la nutrizione artificiale (nel 17,6% dei casi) o il respiratore automatico (nel 5% dei casi).
Di fronte alla concretezza della realtà, io sono convinto che una legge sia necessaria, che non sia degno di un Paese civile che le decisioni sulla fine della vita di una persona siano prese senza tenere conto delle indicazioni di quella persona e senza un dialogo aperto e sereno tra i medici e i familiari. Le indicazioni lasciate dal paziente sono di conforto al medico in molte circostanze. Il dialogo con la famiglia può servire anche banalmente per permettere a un figlio che abita lontano di viaggiare per poter vedere per l'ultima volta il proprio genitore. La realtà della vita è fatta anche di gesti semplici e umanamente comprensibili; per questo servono le regole e non l’ipocrisia. Capisco che il mio approccio possa essere influenzato da quasi vent’anni vissuti in una cultura anglosassone, ma su questo tema non voglio smettere di sperare che il mio Paese, per una volta, non accetti di fare «all’italiana», ovvero evitando o aggirando le regole. Voglio essere ottimista, e mi auguro che riusciremo a fare quel passo avanti necessario per lasciare da parte l’emotività e avvicinarci alla cultura delle società liberali, di cui parla Panebianco, in cui ogni persona abbia la possibilità di lasciare delle indicazioni su come essere curato nel momento più imperscrutabile della nostra esistenza, quello del passaggio dalla vita alla morte. E' chiedere troppo?
"

http://www.ignaziomarino.it/Archivio/2/marino_corriere_fine_vita_26_feb.pdf

mercoledì 11 febbraio 2009

Rompiamo il silenzio

Leggi tutto e firma l'appello all'indirizzo
http://www.libertaegiustizia.it/appelli/dettaglio_appello.php?id_appello=11

“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”. Norberto Bobbio

Primi firmatari: Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Umberto Eco, Claudio Magris, Guido Rossi, Sandra Bonsanti, Giunio Luzzatto, Simona Peverelli, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca.

Rompiamo il silenzio. Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.
Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.

giovedì 5 febbraio 2009

Appuntamenti futuri.

A Cittadella.
Organizzeremo in Torre di Malta un incontro per capire la proposta leghista per il federalismo. Abbiamo invitato l'onorevole Bitonci e un nostro consigliere regionale per un confronto informativo sulla legge che è già passata in senato e su come inciderà nell'amministrazione del nostro territorio.
La nostra iniziativa rientra nel progetto: "Quattro venerdì del Partito Democratico", tutti in Torre di Malta, per il mese di marzo, che saranno dedicati a:
1- presentazione candidati per le primarie per il candidato presidente della provincia, che si svolgeranno l'8 marzo.
2- l'incontro di cui sopra sul federalismo.
3- un incontro sul nostro distretto socio-sanitario organizzato dai nostri consiglieri comunali.
4- un incontro sulla crisi economica.
Come pubblicizzeremo: volantinando casa per casa e contattando personalmente tutti i votanti del 14 ottobre 2007.
Come puoi aiutarci: partecipando agli incontri, aiutandoci a volantinare, diffondendo l'evento ai contatti via mail.

Di altre iniziative a livello comunale vi dirò più avanti.

A Padova
.
Sta prendendo vita il movimento provinciale. Il nostro Tommaso avrà un posto nel direttivo, ma stanno già partendo i primi gruppi di approfondimento tematici.
Legalità e giustizia: stasera parte il gruppo, ma per chi di voi fosse interessato a partecipare in futuro, riceverà il rimborso del viaggio.
http://gd-padova.webnode.com/products/prima%20riunione%20gruppo%20giustizia-legalit%C3%A0/
Immigrazione: LUNEDI 9 FEBBRAIO ALLE ORE 16:00
http://gd-padova.webnode.com/products/prima-riunione-gruppo-immigrazione/
Vale lo stesso discorso di cui sopra.

In Veneto.
Anche il movimento regionale inizia a prendere forma. Il suo obiettivo è porre fine a questa fase di poca chiarezza nelle proposte politiche e di costruire la linea politica caratterizzante in tutta la regione.
Per chi fosse interessato a partecipare, qui trova l'elenco delle commissioni, alle quali ci si può iscrivere al massimo a due.
Novità dal Regionale.
Vale il solito discorso: le spese di viaggio per partecipare agli incontri, che comunque saranno a Padova, verranno rimborsate.

E' difficile essere incisivi nel proprio comune quando non c'è un progetto politico a più ampio respiro che interessi il territorio. Non è accettabile un movimento giovanile senza idee forti, frutto di uno studio e di un confronto serio, concrete e chiare. Per chi è stanco di aspettare proposte forti ed intelligenti che faticano ad arrivare da Roma, questa è l'occasione per diventarne promotori in prima persona, o partecipando direttamente agli incontri, oppure inviando a me o Tommaso le vostre idee e proposte, che noi porteremo avanti all'interno del giovanile.

Per il momento è tutto. Spero stiate bene e di vedervi presto.
Laura

PS:vi ricordo il nostro blog targatocittadella.blogspot.com e il sito nuovo del giovanile provinciale http://gd-padova.webnode.com/

Quando Bondi difendeva le cure ai clandestini

La posizione della Lega, che per bocca di Roberto Maroni ha appena ribadito che «per contrastare l'immigrazione clandestina e tutto il male che porta non bisogna essere buonisti ma cattivi», è netta. Al punto che, durante un dibattito con Livia Turco, il deputato Matteo Salvini si è spinto a dire che bisogna smetterla con «certe signorine che a spese nostre hanno fatto otto aborti». Non meno netta la posizione di chi, oltre all'opposizione parlamentare, si mette di traverso alla proposta leghista, come Medici senza Frontiere, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, la Comunità di Sant' Egidio, il Cuamm - Medici Con l'Africa, Emergency, Amnesty International, le Acli, e un mucchio di altri soggetti pubblici e privati, laici e cattolici, uniti dallo slogan «Siamo medici e infermieri, non siamo spie».

Link all'articolo completo di Gian Antonio Stella

I medici possono denunciare i clandestini

Il Senato approva l'emendamento della Lega. Il Pd aveva chiesto il voto segreto: «Violazione della Costituzione»

ROMA - I medici potranno denunciare gli stranieri irregolari. Il Senato ha approvato l'emendamento presentato dalla Lega, primo firmatario il capogruppo Federico Bricolo, che cancella la norma secondo cui il medico non deve denunciare lo straniero clandestino che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche. Duro attacco dell'opposizione, che aveva chiesto il voto segreto perché l'emendamento, secondo Giovanni Procacci (Pd), «è in palese violazione della Costituzione». Il presidente del Senato Schifani ha respinto la richiesta e si è proceduto con il voto elettronico: i sì sono stati 156, 132 i no, un astenuto.

«MEDICI RIDOTTI A DELATORI» - Prima del voto l'opposizione si era appellata al buonsenso per non introdurre una norma che «riduce il medico a fare il delatore», costringendo i clandestini a «non farsi curare per paura». Il senatore Daniele Bosone ha detto che questa norma «straccia il codice deontologico dei medici» e si corre «il concreto rischio di incentivare una medicina parallela che gli illegali utilizzeranno per non trovarsi a essere denunciati se vanno in ospedale o da un medico». Il rischio, aggiunge Bosone, è che «clandestini con malattie che portano dal loro paese non si facciano curare» con conseguenze per la stessa sanità pubblica. Secondo Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd, è stato «valicato il passo che distingue il rigore della legge dalla persecuzione». Duro anche il presidente dei senatori dell'Udc Gianpiero D'Alia: «Con il voto di mercoledì il Parlamento ha voluto dire che un governo non deve essere né cattivo, come dice Maroni, né buono, ma semplicemente giusto. Questo è lo stato di diritto, oggi siamo alla barbarie».

SCHIFANI - A difendere l'emendamento è stato il presidente del Senato Renato Schifani rispondendo proprio alle critiche dell'opposizione e motivando così il no alla richiesta di voto segreto: se la norma «violasse o impedisse la possibilità di accedere al servizio sanitario nazionale - ha spiegato -, allora sarebbe un mancato rispetto della persona umana, ma questa norma non impedisce allo straniero di presentarsi presso le strutture del sistema sanitario nazionale».

IL TESTO UNICO - L'emendamento al ddl sicurezza approvato da Palazzo Madama sopprime il comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286, ossia il Testo unico di disciplina dell'immigrazione. L'articolo in questione recita: «L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».

MEDICI SENZA FRONTIERE - Durissimo il commento di Medici senza Frontiere, secondo cui in questo modo viene minato il diritto alla salute. «Siamo sconcertati per la scelta del Senato di avere consapevolmente ignorato il grido di allarme lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile - dice Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia -. Una scelta che sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano, indipendentemente da ogni altra considerazione». Un provvedimento che «creerà nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa marginalizzazione sanitaria di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio». MSF, promotrice insieme a SIMM, ASGI e OISG della campagna «Siamo medici e infermieri - Non siamo spie», ha fatto appello alla Camera dei deputati perché riveda la posizione assunta dal Senato sul comma 5.

L'ARTICOLO "ANTI-CLANDESTINI" - L'articolo 39 del ddl sicurezza - che include anche la norma sui medici - prevede inoltre il carcere fino a quattro anni per i clandestini che restano in Italia nonostante l'espulsione e fissa tra gli 80 e i 200 euro la tassa sul permesso di soggiorno. L'articolo è passato con voto segreto: 154 i sì, 135 no e un astenuto.

RONDE DEI CITTADINI - Sempre nell'ambito del ddl sulla sicurezza, il Senato ha approvato l'articolo 46 che introduce le ronde dei cittadini, che dovranno essere armate. Gli enti locali potranno avvalersi della collaborazione di «associazioni volontarie di cittadini», si legge, per la segnalazione di «eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero di situazioni di disagio sociale agli organi di polizia locale e alle forze di polizia». Grazie all’approvazione di un emendamento del Pd, appoggiato dal governo e dal relatore, viene specificato che non dovranno essere armate e che non potranno «cooperare all'attività di presidio del territorio», come invece prevedeva il testo licenziato dalla Commissione.

REGISTRAZIONE SENZATETTO - L'articolo 44, anch'esso approvato, indica infine che i senzatetto devono essere schedati in un apposito registro. La schedatura avverrà entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge. In mattinata il Senato ha votato tutti gli articoli del ddl sicurezza.

sabato 31 gennaio 2009

www.quattrogatti.info

www.quattrogatti.info
Il progetto "QUATTROGATTI" nasce dalla volontà e dall’ambizione di noi giovani di essere testimoni e protagonisti della vita del nostro Paese. Fare informazione sarà il nostro modo di partecipare.

Siamo studenti e giovani lavoratori nel campo economico. Ci siamo uniti constatando che gli argomenti economici sono spesso presentati in modo poco efficace. Per chi non ha una preparazione specifica diventa difficile cogliere il senso di fondo dei dibattiti e non rimanere spaesati di fronte alle tante opinioni contrapposte.

Il nostro obiettivo è quello di fare informazione in modo semplice, rigoroso e accessibile a tutti. Vogliamo essere un complemento agli organi informativi utilizzando sistemi di comunicazione che consentano una maggiore interazione tra chi scrive e chi legge, in modo da spiegare argomenti complessi con semplicità.

Ci auguriamo che altri ragazzi e ragazze condividano l’essenza del nostro progetto e vogliano parteciparvi in modo autonomo e indipendente contribuendo a fare informazione su varie tematiche non solo economiche.

Noi metteremo a disposizione la nostra piccola esperienza, il nostro tempo e la nostra faccia, contando sul vostro desiderio di coinvolgimento.

VIDEO: LA CRISI DEL SISTEMA ECONOMICO http://www.quattrogatti.info/index.php?option=com_content&view=article&id=56&Itemid=68

mercoledì 28 gennaio 2009

CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 GENNAIO 2009

Il Consiglio era in programma alle ore 20.30, ma a quanto pare ritardare anche di mezz’ora non è una cosa grave…naturalmente i nostri consiglieri erano tutti puntuali, già allineati contro il fronte compatto della maggioranza che invece presentava diverse sedie vuote.

Prima di iniziare il Consiglio vero e proprio ci sono state tre interrogazioni della maggioranza alla Giunta comunale…la prima, del consigliere Rebellato, riguardava la notizia apparsa sul Mattino dell’offerta (così ho capito) della Birreria Torre: 15 litri di benzina per 20 litri di birra acquistati…una promozione che contrasta con le varie campagne anti-alcool promosse da Comune, provincia, ASL e scuole; l’assessore Bolesani ha promesso di parlare col gestore del locale per chiarire la questione.

Dopodiché è entrato in scena Paolo Parolin, il quale ha chiesto perché il Consiglio Comunale non è stato informato sulle presunte irregolarità emerse nell’analisi del bilancio del 2006 e del preventivo 2008, come richiesto dalla Corte dei Conti. Il sindaco è salito in cattedra con il suo splendido senso civico affermando che non spetta a lui informare il Consiglio, che Parolin nel 2006 non era ancora stato eletto e invitandolo implicitamente (ma neanche troppo) a farsi gli affari propri.

La terza e ultima interrogazione è stata alquanto complessa: Rebellato ha invitato il sindaco a rispondere a domande rivoltegli in passato e da lui giudicate “politiche”, quando invece palesemente non lo erano (si trattava di domande “tecniche”) e ha criticato l’Amministrazione per non aver fronteggiato in modo adeguato il problema della neve emerso durante le vacanze natalizie…diversi cittadini infatti sono dovuti andare in ospedale in seguito a cadute nel Centro Storico. E qui altra risposta cortese del nostro Sindaco-(Dis)Onorevole: egli infatti ha affermato che in realtà ci sono state azioni tempestive da parte degli Enti deputati (la relazione completa è stata effettuata dall’assessore Bonetto, di cui purtroppo non posso evidenziare causa amnesia momentanea i passaggi più significativi) e quindi i Consiglieri d’opposizione dovrebbero solo stare zitti, dato che anche a Capodanno durante i festeggiamenti c’è stata gente che ha lavorato sodo, non come quelli della CGIL o una larga fetta dei dipendenti pubblici che non fanno mai un tubo (non ricordo bene questo discorso, so che ha fatto questi esempi all’incirca).

Finita questa disputa si è passati al Consiglio vero e proprio: dieci erano i punti all’ordine del giorno, i primi quattro dei quali riguardavano diversi lavori di edilizia urbanistica, consistenti nell’ampliamento di alcuni fabbricati in Riva del Grappa, in Borgo Vicenza, Via Brentella e nell’ampliamento del fabbricato che ospita Gobbo Salotti sulla strada per Galliera, tutti presentati dall’architetto comunale, il dottor Scapin.

Qui non ci sono state dispute particolari, se non sui primi due punti, a causa dei precedenti rinvii per motivi tecnici poco chiari alle opposizioni presentati dalla maggioranza nello scorso Consiglio e nella successiva Riunione dei Capigruppo. I consiglieri pro Bitonci hanno sempre votato compatti a favore, mentre i nostri rappresentanti si sono astenuti due volte,mi pare,e hanno votato a favore due volte: l’astensione, nel caso Gobbo Salotti, riguarda il fatto che si va a sottrarre altro terreno alle attività agricole, quando già ci sarebbe un sito deputato alla costruzione di nuovi fabbricati.

Il punto successivo riguardava i nuovi siti di telefonia mobile, ossia le antenne dei vari gestori, che si vorrebbe far aumentare di numero: nulla da segnalare, tranne un piccolo dibattito di natura estetica tra i vari consiglieri e l’architetto Scapin. (A voi piace l’antenna vicina al cimitero Austro-Ungarico???). Anche qui i nostri consiglieri si sono astenuti.

Passiamo alla seconda metà del Consiglio: i punti dal 6 al 9 sono stati liquidati in tempo relativamente breve, e trattandosi di questioni “burocratiche” non ho capito molto. In sostanza si è parlato dell’utilizzo dei fondi riserva,e sono state lette le cifre delle entrate, dei contributi vari e delle spese del nostro Comune.

Il punto 8 verteva sulla modifica dell’articolo 4 (di che cosa???è questo il problema…scusate…immagino di un qualche statuto o regolamento comunale) che non prevede l’assegnazione del gettone di presenza ma la partecipazione gratuita alle Commissioni istituite dall’Amministrazione, una richiesta già avanzata da Parolin quasi due anni fa in occasione dell’insediamento del Consiglio, prontamente respinta ma tornata di moda con queste nuove modifiche in ottemperanza alla decisione di ridurre gli sprechi degli Enti Locali.

A dar fastidio qui non è stato tanto l’intervento del sindaco, ma il fatto che nessuno avesse con sé il nuovo regolamento in modo da presentare chiaramente la nuova modifica all’articolo 4…Paolo non l’aveva ricevuto, e nessuno ha pensato di portarlo, pur dovendo parlare di questo articolo. Lasciamo perdere.

Il punto 9 consisteva nella delibera sulle detrazioni ad abitazioni per motivi particolari (di natura “sanitaria”, principalmente): con la nuova idea del governo sull’ICI, è emerso durante il dibattito, il nostro Comune è stato premiato meno di altri, pur essendo più virtuoso nell’applicare l’aliquota più bassa – il 4 per mille-. Niente da segnalare neppure qui.

L’ultimo punto era poesia allo stato puro: la Lega, dopo aver buttato giù a Roma il rospo della deroga al Patto di Stabilità per il Comune di Roma e altri come Catania, ora qui a Cittadella chiede al sindaco di attivarsi in Parlamento per permettere anche agli altri Comuni di violare questo Patto per realizzare alcune importanti opere.

Della serie “Roma Ladrona” a Cittadella, ma “Roma Padrona” in Parlamento. Il sindaco ha prontamente accusato Veltroni della cattiva gestione chiamandolo “il vostro compagno, com’è proprio il caso di dire in questa situazione” (ma esiste ancora il PCI??????????) e accusando le amministrazione del Sud, comprese quelle del PDL, di mangiarsi i soldi che arrivano a loro.

L’opposizione di centro-sinistra ha abbandonato la sala al momento della votazione per la palese contraddizione della mozione letta e presentata dalla signora Contarin della Lega. Qui è praticamente finito il Consiglio (o meglio,sono andato via io in quel momento).

Spero di essere stato il più corretto e preciso possibile…spero di non avervi annoiato,ringrazio tutti quelli che avranno così tanta pazienza da leggermi.

Era il mio primo consiglio comunale, e ne sono uscito assai depresso…mi dà fastidio vedere una maggioranza silenziosa come quella di ieri sera, a parte la Contarin, Milani (il più corretto ed educato dei leghisti, mi è parso) e Bertoncello Brotto gli altri hanno solo alzato la mano per votare.

Inaccettabile è poi il comportamento del Presidente del Consiglio Comunale Balsamo, che è compiacente in modo vergognoso nei confronti del Sindaco e ha votato tutte le delibere presentate, quando invece in teoria per prassi istituzionale non avrebbe dovuto farlo. Se sto dicendo una cavolata correggetemi.