
sabato 21 marzo 2009
Consiglio comunale di lunedì 16 marzo
Ordine del giorno:
1) Definizione della misura percentuale dei costi complessivi per tutti i servizi pubblici a domanda individuale che viene finanziata con tariffe o contribuzioni ad entrata specificatamente destinate anno 2009;
2) Individuazione aree peep da cedere e determinazione prezzi per il 2009;
3) Approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobili;
4) Approvazione del bilancio di previsione 2009, del bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011, della relazione previsionale e programmatica e dei suoi allegati;
5) Riconoscimento legittimità del debito fuori bilancio riguardante la fornitura di gas metano per l’esercizio 2008 (art. 194 comma 1 lett. E) TUEL);
6) Cessione quote di SETA ECOLOGIA S.R.L. ;
7) Variante n. 2 al piano di lottizzazione – Via Facca (ZTO C2);
8) Modifica regolamento comunale per l’arredo urbano nel centro storico – Approvazione;
9) Sostituzione componente della 2^ commissione consiliare;
10) Mozione presentata dal gruppo consiliare Partito democratico e liste civiche avente ad oggetto : "Concessione contributo una tantum famiglie numerose";
11) Mozione presentata dal gruppo consiliare Lega Nord avente ad oggetto : "Mozione per verifica e monitoraggio siti per telefonia mobile nel territorio comunale";
12) Mozione presentata dal gruppo consiliare Parito democratico e Liste civiche avente ad oggetto : "Mozione per la predisposizione di un sistema
1) Definizione della misura percentuale dei costi complessivi per tutti i servizi pubblici a domanda individuale che viene finanziata con tariffe o contribuzioni ad entrata specificatamente destinate anno 2009;
2) Individuazione aree peep da cedere e determinazione prezzi per il 2009;
3) Approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobili;
4) Approvazione del bilancio di previsione 2009, del bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011, della relazione previsionale e programmatica e dei suoi allegati;
5) Riconoscimento legittimità del debito fuori bilancio riguardante la fornitura di gas metano per l’esercizio 2008 (art. 194 comma 1 lett. E) TUEL);
6) Cessione quote di SETA ECOLOGIA S.R.L. ;
7) Variante n. 2 al piano di lottizzazione – Via Facca (ZTO C2);
8) Modifica regolamento comunale per l’arredo urbano nel centro storico – Approvazione;
9) Sostituzione componente della 2^ commissione consiliare;
10) Mozione presentata dal gruppo consiliare Partito democratico e liste civiche avente ad oggetto : "Concessione contributo una tantum famiglie numerose";
11) Mozione presentata dal gruppo consiliare Lega Nord avente ad oggetto : "Mozione per verifica e monitoraggio siti per telefonia mobile nel territorio comunale";
12) Mozione presentata dal gruppo consiliare Parito democratico e Liste civiche avente ad oggetto : "Mozione per la predisposizione di un sistema
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domenica 15 marzo 2009
mercoledì 4 marzo 2009
lunedì 2 marzo 2009
Testamento biologico: Caro direttore,
Non stiamo discutendo solo di approccio filosofico, dobbiamo fare i conti con il mondo reale e con quello che accade dentro gli ospedali. Possiamo anche fare dell’ipocrisia una virtù, ma dobbiamo comunque dire che nelle rianimazioni italiane le decisioni sulla fine della vita dei pazienti vengono prese in continuazione, ogni giorno, da medici che operano In scienza e coscienza ma che, nella maggior parte dei casi, non possono conoscere gli orientamenti dei pazienti rispetto alle terapie da accettare o meno nelle fasi finali della vita. Bastano i risultati di una ricerca condotta dall’istituto Mario Negri di Milano che dimostra come su circa .8oo decessi avvenuti in cento rianimazioni sparse in tutto il Paese, nel 82% dei casi i medici abbiano attuato la cosiddetta «desistenza terapeutica» nelle ultime 72 ore di vita del paziente. La decisione dunque avviene nella «zona grigia» di Panebianco, il che significa che il medico di guardia (non il medico di una vita, il padre, la madre, un figlio o un parente) decide in scienza e coscienza, ma anche in solitudine, di non avviare la dialisi, di non somministrare la nutrizione artificiale, di non intubare il paziente per collegarlo al respiratore automatico. I medici decidono anche di sospendere le terapie, compresa la nutrizione artificiale (nel 17,6% dei casi) o il respiratore automatico (nel 5% dei casi).
Di fronte alla concretezza della realtà, io sono convinto che una legge sia necessaria, che non sia degno di un Paese civile che le decisioni sulla fine della vita di una persona siano prese senza tenere conto delle indicazioni di quella persona e senza un dialogo aperto e sereno tra i medici e i familiari. Le indicazioni lasciate dal paziente sono di conforto al medico in molte circostanze. Il dialogo con la famiglia può servire anche banalmente per permettere a un figlio che abita lontano di viaggiare per poter vedere per l'ultima volta il proprio genitore. La realtà della vita è fatta anche di gesti semplici e umanamente comprensibili; per questo servono le regole e non l’ipocrisia. Capisco che il mio approccio possa essere influenzato da quasi vent’anni vissuti in una cultura anglosassone, ma su questo tema non voglio smettere di sperare che il mio Paese, per una volta, non accetti di fare «all’italiana», ovvero evitando o aggirando le regole. Voglio essere ottimista, e mi auguro che riusciremo a fare quel passo avanti necessario per lasciare da parte l’emotività e avvicinarci alla cultura delle società liberali, di cui parla Panebianco, in cui ogni persona abbia la possibilità di lasciare delle indicazioni su come essere curato nel momento più imperscrutabile della nostra esistenza, quello del passaggio dalla vita alla morte. E' chiedere troppo?"
http://www.ignaziomarino.it/Archivio/2/marino_corriere_fine_vita_26_feb.pdf
Di fronte alla concretezza della realtà, io sono convinto che una legge sia necessaria, che non sia degno di un Paese civile che le decisioni sulla fine della vita di una persona siano prese senza tenere conto delle indicazioni di quella persona e senza un dialogo aperto e sereno tra i medici e i familiari. Le indicazioni lasciate dal paziente sono di conforto al medico in molte circostanze. Il dialogo con la famiglia può servire anche banalmente per permettere a un figlio che abita lontano di viaggiare per poter vedere per l'ultima volta il proprio genitore. La realtà della vita è fatta anche di gesti semplici e umanamente comprensibili; per questo servono le regole e non l’ipocrisia. Capisco che il mio approccio possa essere influenzato da quasi vent’anni vissuti in una cultura anglosassone, ma su questo tema non voglio smettere di sperare che il mio Paese, per una volta, non accetti di fare «all’italiana», ovvero evitando o aggirando le regole. Voglio essere ottimista, e mi auguro che riusciremo a fare quel passo avanti necessario per lasciare da parte l’emotività e avvicinarci alla cultura delle società liberali, di cui parla Panebianco, in cui ogni persona abbia la possibilità di lasciare delle indicazioni su come essere curato nel momento più imperscrutabile della nostra esistenza, quello del passaggio dalla vita alla morte. E' chiedere troppo?"
http://www.ignaziomarino.it/Archivio/2/marino_corriere_fine_vita_26_feb.pdf
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mercoledì 11 febbraio 2009
Rompiamo il silenzio
Leggi tutto e firma l'appello all'indirizzo
http://www.libertaegiustizia.it/appelli/dettaglio_appello.php?id_appello=11
“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”. Norberto Bobbio
http://www.libertaegiustizia.it/appelli/dettaglio_appello.php?id_appello=11
“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”. Norberto Bobbio
Primi firmatari: Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Umberto Eco, Claudio Magris, Guido Rossi, Sandra Bonsanti, Giunio Luzzatto, Simona Peverelli, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca.
Rompiamo il silenzio. Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.
Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.
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